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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 23 giugno 2011

UNICREDIT...e la Cartolarizzazione dei crediti.


Prendo spunto da UNICREDIT per addentrarmi (a grandi linee) nella così detta Cartolarizzazione dei crediti.

NEWS recente: Unicredit apre la strada ad una cartolarizzazione da 14 miliardi di euro.

Nessun bisogno impellente di liquidità, ma solo un’operazione attraverso la quale andare eventualmente a mettere nuovo fieno in cascina. S'è espresso così Federico Ghizzoni, Amministrazione Delegato di Unicredit, in merito al via libera da parte del Consiglio di Amministrazione ad una deliberazione che spiana la strada in futuro al possibile lancio di una operazione di cartolarizzazione per un controvalore complessivo pari a ben 14 miliardi di euro. D’altronde a Piazza Cordusio hanno già messo a punto ed effettuato nei mesi scorsi, un aumento di capitale al fine di
rafforzare i propri coefficienti patrimoniali; così come lo stanno facendo altri Istituti Bancari come Intesa Sanpaolo, BPM, Banca Popolare di Milano, ed il Gruppo Monte dei Paschi di Siena. (fonte )
Perchè la cartolarizzazione pur essendo una pratica diffusa, suscita una qualche apprensione in questo momento?
Ma andiamo per ordine!
Come nasce la cartolarizzazione dei crediti?
Nasce dal termine inglese SECURITIZATION, con cui si chiama un processo finanziario di
spostamento dei portafogli degli investitori, dai fondi affidati agli intermediari bancari
(principalmente depositi a risparmio) ai titoli emessi direttamente dalle imprese (ovvero
azioni e obbligazioni, cioè titoli di borsa), e che deriva dalla parola security che, in termine
legale significa garante, mentre in termine finanziario, obbligazione, titolo, valore, vale a
dire in parole povere, indicherebbe quel processo necessario per rendere garantite le
obbligazioni ed i titoli in genere, ovverosia ciò che avviene con i promotori finanziari validi
quando vogliamo investire i nostri risparmi, i quali sono coperti da assicurazione contro il
rischio di loro valutazione.
Le operazioni di SECURITIZATION,(o cartolarizzazione) invece, vengono realizzate per trasferire il rischio, relativo agli "asset"(ovvero beni patrimoniali) ceduti ad altri soggetti, ed il trasferimento è
completo quando:
la cessione avviene “pro soluto”(si utilizza nelle cessioni di credito quando il Cedente non
garantisce il Cessionario dal buon fine del credito).
vi è assenza di garanzia sui titoli da parte del cedente;
non vi sono rapporti di appartenenza tra cedente e ceduto;
viene evitato il riacquisto dei titoli da parte del cedente;
cioè esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe essere, a completo danno sia dei debitori ceduti che degli investitori, mentre i soggetti intermedi, ben remunerati e soddisfatti, si chiamano fuori da ogni onere o bega.

Altro aspetto importante è la segregazione degli “asset” che è stata realizzata attraverso
FONDI COMUNI e SOCIETA’ SPECIALIZZATE.

L'italianizzazione del termine è “sicuratizzazione” o cartolarizzazione (vocaboli creati
appositamente per raggiungere certi scopi), e questo processo è il risultato del combinato
effetto delle DEREGULATIONS promosse dall'Amministrazione Reagan (40º presidente degli Stati Uniti d’America, in carica dal 1981 al 1989), colte dal settore bancario di molti altri Paesi, anche Europei, a cominciare dalla Francia che, nel comprendervi un più diretto coinvolgimenti del MERCATO DEI TITOLI rispetto al CREDITO BANCARIO nel finanziamento della attività produttiva e di investimento, si è tradotto in pratica in una evoluzione di quello che in italia già avevamo legiferato comenegozio di CESSIONE DEI CREDITI (Legge 21.2.1991 n. 52, definita “Disciplina della cessione dei crediti di impresa”, tramite la quale si aprirono il varco per la applicazione anche in Italia del progetto americano della SECURITIZATION), solo che l’acquirente i crediti li paga il venditore con capitali approvvigionati allo scopo mediante l’emissione di titoli obbligazionari.
Chiaramente il nostro SETTORE DEL CREDITO, ormai affermato potere economico (e non smetteremo mai di rammentare che ha assunto tale caratteristica grazie ai nostri depositi, che davamo, diamo, e daremo ad esso in custodia, che ha potuto utilizzarli, farli fruttare e guadagnarci sopra, senza chiedere permessi di sorta ai legittimi proprietari, fino ad arrivare a rubarceli con investimenti sbagliati, e truffe le più disparate), non ha potuto fare a meno di cogliere pure questa “chance”, anche per poter, nel contempo, manipolare meglio i propri bilanci, come è sempre possibile dimostrare.
Così nasce in Italia la cartolarizzazione (per detto potere, una parola vale un’altra , purché sia più comoda per lasciare le porte aperte a successive correzioni di tiro) dei crediti, che diventa una mera compravendita, tra intermediari bancari e non bancari, di crediti da esse vantati realmente o meno, che ammontano con sicurezza al valore nominale dichiarato all’acquirente ed ex lege diventano Titoli a tutti gli effetti, giacché l’acquirente, per realizzare tale operazione, deve effettuare l’emissione di titoli da riversare sul mercato, che investitori grandi e piccoli a loro volta acquistano, il che si traduce in una remissione indiretta di operazioni di credito in sofferenza ovvero scoperte, prima della stipulazione del contratto, come sbagliate o pocoremunerative.
Ma, mentre i patti negoziali di concessione di crediti sono documentati dai contratti, ciò che non è documentato (e lo vediamo in tante cause sull’argomento) è la reale esposizione del debitore, che il creditore tende sempre, e con gli inghippi più disparati (variabilità del tasso a piacere anche temporale; variazioni insindacabili di spese mai dimostrate; lucri di valuta ingiustificati; commissioni di ogni tipo, da quelle vecchie, a cui si amplia il campo di applicazione, a quelle nuove; addebiti che, a fronte di sentenze avverse, cambiano magicamente termine per poterle, non solo ancora applicare, ma anche in via del tutto autonoma, aumentare di entità; applicazione di tutte le forme di anatocismo, vietato dalla legge; giochi opportuni di ANTERGAZIONI e POSTERGAZIONI; ecc.) a gonfiare a dismisura, per alcuni precisi motivi irrinunciabili per il Settore del Credito e l’ABI. (fonte )
Un esempio schematico di CARTOLARIZZAZIONE
Ci sono molte altre sfaccettature da disquisire in merito alla pratica della " cartolarizzazione ", che mi riprometto di riprendere più avanti.