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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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domenica 19 giugno 2011

Pensare al default della GRECIA per dimenticare quello del DOLLARO

a  LUGLIO 2011...??
Alan GREENSPAN prevede:
(Legenda...È considerato l'autorità chiave e il principale attore della politica nazionale USA in materia economica e monetaria. Per 18 anni a capo della Federal Reserve, lasciò l'incarico il 31 gennaio 2006.)

Alan Greenspan prevede in tempi brevi l’inevitabile default della Grecia perché a suo dire non esiste un potere politico capace di risolvere una tale crisi del debito. E’ una notizia rimbalzata venerdì fra i media internazionali.
Nulla da discutere sulla gravità della crisi greca ma invece di perdere tempo a sentenziare
su fatti noti (da settimane si parla di un possibile default della Grecia), l’economista americano, presidente della Federal Reserve dal 1987 al 2006, dovrebbe invitare i suoi connazionali responsabili delle agenzie di rating a fare qualche valutazione più attuale su quanto sta accadendo negli Stati Uniti. Da un breve esame della situazione si renderebbero conto che l’economia statunitense è probabilmente altrettanto compromessa che quella greca, con l’enorme differenza che la Grecia può ancora sperare sull’aiuto dell’Unione europea. Invece gli Stati Uniti sono soli.
Alan Greenspan


Sono soli e confrontati con le scadenza a breve di centinaia di miliardi di dollari di treasure bonds. Il governo di Washington non ha soldi e siccome ha raggiunto il massimo legale del debito accordato dal Congresso di 14'294 miliardi di dollari, difficilmente troverà un rifinanziamento.
Questo significa che il dollaro potrebbe davvero collassare entro il prossimo mese di luglio, come aveva previsto lo scorso marzo l’economista statunitense Warren Buffet.
A questo punto gli Stati Uniti si renderanno conto che a nulla sono valse le manovre delle agenzie di rating di affossare l’economia europea nello spirito di quella massima – tanto in auge nel Medioevo – che diceva “Mors tua, Vita mea.” fonte