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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 17 giugno 2011

Bretton Woods..sistema monetario...caos del debito pubblico.. 2^ parte


.Opinioni signoraggiste abbastanza diffuse:
***In conseguenza della politica creditizia delle Banche verso lo Stato, attuata prestando moneta, poiché si tratta di semplice carta stampata (i cui valori sono attribuiti e riconosciuti per mera convenzione), stante la totale assenza di patrimonio dell'ente emittente, tutte le banconote circolanti, convenzionalmente riconosciute tali, sono invece da considerarsi alla stregua di autentici assegni a vuoto. Il rapporto tra valore scritto sulle banconote stampate ed immesse in circolazione ed i costi per la carta e la stampa, è pari al 1%. Così che ogni milione di lire stampate sino al 2000 aveva un costo di sole 10 mila lire ed un ricarico di signoraggio di lire 990 mila, pari al 990% giornaliero.Tale assunto è anche nella sentenza N. 2978/05
del 15.09.2005 del Tribunale di Lecce (fonte ) che ha statuito il principio che la moneta non è di Bankitalia o della B.C.E, ma del popolo sovrano, cioè degli italiani.*** Per correttezza però, successivamente la Cassazione poi ha così sentenziato: Sulla politica monetaria lo Stato esercita "funzioni sovrane", e pertanto né il giudice ordinario né quello amministrativo possono sindacare il modo nel quale esercita le proprie funzioni, (Cassazione Sez. Unite Civili 16751/2006). fonte
L'opinione della Banca d'Italia che definisce il proprio signoraggio in questo modo:
« Per signoraggio viene comunemente inteso l'insieme dei redditi derivanti dall'emissione di moneta. Con riferimento all'euro il reddito da signoraggio generato dall'emissione della moneta è definito come reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e viene ricompreso nel calcolo del reddito monetario che, secondo l'articolo 32.1 dello Statuto del SEBC, è “Il reddito ottenuto dalle Banche Centrali Nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del Sistema Europeo delle Banche Centrali. » fonte

E' l'inizio del debito pubblico italiano
*** In alcuni casi esistono delle banche centrali più o meno nazionalizzate, come per esempio la Banca d’Inghilterra. Che Bankitalia sia una SpA privata con inevitabili conflitti di interesse non ci piove. Infatti essa è oggi tra le pochissime banche centrali con capitale interamente privato. Gli istituti centrali di Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo ma anche Canada o Australia sono ad esempio possedute al 100% dallo Stato. In Austria, Belgio o Giappone il capitale della banca centrale è invece metà pubblico e metà privato.*** fonte

E per risolvere o... (forse è meglio dire) migliorare quel fatidico debito pubblico?
***L'Unione Economica e Monetaria non ha mai pienamente soddisfatto le condizioni di un'area valutaria ottimale. I suoi dirigenti speravano che la loro mancanza di politica monetaria, fiscale e di cambio, avrebbe provocato un'accelerazione delle riforme strutturali che, si sperava, avrebbero visto convergere la produttività e i tassi di crescita. La realtà si è rivelata ben diversa. Paradossalmente, l'effetto alone della precoce convergenza dei tassi di interesse ha permesso una maggiore divergenza delle politiche di bilancio. Una spericolata mancanza di disciplina in paesi come la Grecia e il Portogallo è stata solo dalla formazione di bolle speculative in altri, come Spagna e Irlanda. Le riforme strutturali sono state ritardate, mentre la crescita delle retribuzioni divergeva rispetto alla crescita della produttività. Il risultato è stato una perdita di competitività nella periferia. Tutte le unioni monetarie di successo sono state infine associate ad una unione politica e fiscale. Ma in Europea l'avanzamento verso l'unione politica è in stallo, mentre l'unione fiscale richiederebbe notevoli entrate del bilancio federale centrale, e anche l'emissione diffusa di euro bonds in cui le tasse dei contribuenti tedeschi (e di altri paesi del centro dell'Unione), non finanzierebbero solo il debito del loro paese, ma anche il debito dei membri della periferia. I contribuenti del centro è improbabile che accetteranno questo. La riduzione o "reprofiling" del debito dell'Eurozona contribuirebbe a risolvere il problema del debito eccessivo in alcune economie insolventi. Ma non farà nulla per ripristinare la convergenza economica, che richiede il ripristino della convergenza nella competitività. Senza questo, la periferia semplicemente ristagna. *** La zona euro è stata tenuta insieme dalla convergenza dei bassi tassi di interesse reali per sostenere la crescita, dalla speranza che le riforme avrebbero potuto aumentare la convergenza, e dalla prospettiva di una eventuale unione fiscale e politica. Ma ora la convergenza è andata, le riforme sono in stallo, mentre l'unione fiscale e politica è un sogno lontano. La ristrutturazione del debito accadrà. La domanda è: quando (prima o poi) e come (ordinata o disordinata). Ma anche la riduzione del debito non sarà sufficiente a ripristinare la competitività e la crescita. E alla fine la possibilità di uscire dall'unione monetaria diventerà dominante: i vantaggi di di stare dentro saranno inferiori ai benefici di uscire, per quanto irregolare o disordinata l'uscita potrebbe finire con l'essere.*** (fonte)

Per sintetizzare...una citazione di Thomas Jefferson (III° Presidente degli Stati Uniti 1743-1826 dal pensiero illuminista, fautore di uno Stato laico e liberale)

"Se il popolo Americano permetterà che siano banche private a controllare l'emissione del loro denaro, prima con l'inflazione e poi per la deflazione, le imprese bancarie che crescono intorno a loro, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro bambini si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri." (fonte)

Mi sembra una citazione che raccoglie tutta la complicanza di un problema astruso, la cui soluzione è lungi dall'essere risolta.