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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 21 aprile 2011

UNICREDIT...il 29 Aprile la resa dei conti!


L'assemblea ordinaria e straordinaria di Unicredit e' stata convocata a Roma il 27, 28 e 29 aprile. Per i soci della banca l'appuntamento annuale sul bilancio e' il primo dopo la decisione di congelare i diritti degli azionisti libici Lia e Banca Centrale libica, per un totale del 7,5% del capitale.Fonte  ANSA

Crecando poi (come faccio di solito) ho scovato una lettera di un cliente di Verona, che esprime un parere su una critica del W.S.J.  Fonte
che anche se un po' datata, da il senso del clima che si respirerà nella prossima assemblea del colosso bancario.

Ecco il testo:

bene w.s.j. in critica a Rampl e comportamento non trasparente CDA.
E' la verità, e tra l'altro:
- l'uscita di Profumo non e' ancora stata digerita dai mercati perche' esiste dubbio da dipanare e mercato vuole certezze; anche un profano capisce che il mercato non e' rimasto indifferente

all'uscita di cotanta professionalita' non ben invisa a codesta governance politica che e' ferma ai box e non produce nulla se non arroganza e falsa professionalita'( ma per fortuna la B & B e' sulla coda di una lepre.. maggiormente se bestemmia e l'ictato alza il dito medio).
- grave mancanza di un Consiglio di un gruppo cosi' importante a danno anche dei piccoli azionisti che richiedono trasparenza ed ora non trovano giustificazione alcune se non da lettere che sono .....dei convenoli e dovute.
- l'uscita di Profumo, con il titolo a 1,94 euro ed ora a 1,837 tra dati negativi e positivi in 12 gg. di borsa pur altalenanti , dimostra che l'accaduto ha decapitato la banca....scusate ha decapitalizzato il gruppo di circa 1.9/mld ( 1,94 ante uscita Profumo e 1,84 oggi a 12gg dall'uscita = 0,1 X 19,2/mld di azioni = 1,9/mld in meno )


ORA LA LEGA CON TOSI E COMPAGNIA BELLA E LE FONDAZIONI, NONCHE' I TEDESCHI SI DEBBONO DARE DA FARE E NON POCO PER PAREGGIARE L'USCITA DI PROFUMO ED ALLORA BISOGNA ACQUISTARE CON CASH SUL MERCATO AZIONI O CHIEDERLO AI LIBICI VISTO CHE LORO I SOLDI LI HANNO ......

PROFUMO E' STATO TRADITO DA COLORO AI QUALI PER ANNI HA FATTO STRAGUADAGNARE CON DIVIDENDI ANCHE DELLO 0,20 E CON POCO CAPITALE DI RISCHIO IMMESSO SINO AL 2008.
AVEVA RAGIONE A RICHIEDERE ..IMPRONTE DIGITALI, SUL VOTO.
MA NEL MILANESE E UN PO' OVUNQUE SI PENSA AD UN COMPORTAMENTO PER ANALOGIA SIMILE ALLE DEFENESTRAZIONI IN RAI, ALLE LOTTE RAI- SANTORO, AI TIRI..... DESTRORSI E NON MANCINI ....

COMUNQUE ALL'ERTA CARO RAMPL E CARA LEGA PERCHE' A QUESTI PREZZI CAPITALI ESTERI SONO SEMPRE IN VEDETTA...
SE FOSSI UN FONDO SOVRANO .........


Ed ora che i fondi libici sono stati congelati cosa succederà?


Dal Blog di Andrea Semplici (giornalista di Firenze) http://andreasemplici.blogspot.com/2011/03/la-finzione-della-libia.html

Una palese descrizione di un problema Libia-Unicredit:

***Prendete il dilemma che deve inquietare (chissà? Magari non dormono sonni tranquilli lo stesso) i vertici di Unicredit, la più importante banca italiana ed europea. E’ ben noto: il vicepresidente è libico. Si chiama Farhat Omar Bengdara. Era il governatore della Bank of Libia. Gheddafi, irritato dal suo silenzio pavido, lo ha dimesso e lui, ultima traccia che io conosca, se ne sta a Istambul. In realtà fa la spola fra la Turchia, la Germania e i paesi del Golfo. Dove ha mandato la famiglia. Notazione: Bengdara è nato a Bengasi. Ha 46 anni. La Libia, anche questo è ben più che pubblico, possiede più del 7% di Unicredit. Con due soggetti: la Bank of Libia e il Fondo Sovrano. Due soggetti diversi? Certamente, dal punto di vista legale. Ma le sue casseforti (con buona pace dell’ex-amico Tarek ben Ammar, autorevole finanziere tunisino) sono nelle mani di Gheddafi e del suo clan. Ma il mondo non vuole un clan tribale, vuole l’artefatto di una banca centrale e di un fondo sovrano. Gheddafi, allora, lo costruisce, tanto le chiavi le possiede lui. E se Bengdara si dimettesse (già, per statuto della banca non può certo essere dimesso da Ghedafi), cosa accadrebbe? Il numero due di Unicredit verrebbe ancora nominato da Gheddafi? Tranquilli, Bengdara non si dimetterà e Unicredit ha già fatto sapere che il consiglio di amministrazione funziona benissimo anche senza di lui. Sono contento: Unicredit, confesso, è anche la mia banca. E, ultima notizia, a Berlino già suggeriscono il nome di Bengdara come possibile uomo della transizione post-gheddaffiana. Si vende la pelle dell’orso prima di averlo catturato. Ma c’è della abilità in questa voce. Bengdara, dalle sue parole, appare perfetto. Come Ponzio Pilato.***
Insomma una situazione alquanto ingarbugliata, non priva di insidie. Una cosa è certa: da metà febbraio (periodo in cui cominciarono i tumulti in Libia) il titolo UNICREDIT dopo un massimo di 2 euro per azione non s'è più ripreso. Forse un pò di chiarezza lo aiuterebbe a risollevarsi.