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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 4 aprile 2011

Sistema monetario...constatazioni oggettive.


Un aspetto da non sottovalutare è un pacchetto di regole consolidato a livello internazionale, secondo cui “le banche” limitano l'ammontare dei prestiti che possono concedere in proporzione al loro capitale. Normalmente devono avere 8 euro di capitale per ogni 100 euro di prestiti erogati in campo commerciale e industriale. Tuttavia, nel caso di “finanziamenti immobiliari” possono concedere anche il doppio raccogliendo così il doppio degli interessi, (accordo di Basilea). Fino a poco tempo fa, le banche pensavano che i prezzi delle case sarebbero aumentati in continuazione, e i prestiti immobiliari sembravano praticamente privi di rischi. Ecco come è nato il “boom immobiliare” in Spagna, Portogallo, Irlanda e altrove. Quello che le banche avevano trascurato è che in assenza di una
sufficiente attività economica la gente non può pagare regolarmente le rate della casa. Finanziare però attività economiche come industria e commercio, ai banchieri fa guadagnare molto meno interessi.

-E arriviamo al tasso di “interesse”. In molti considerano questa parola come “poco etica”. Credo ci sia poco da obiettare quando una parte di tale interesse viene usato per riassorbire le perdite sui prestiti non rimborsati e il resto va nel bilancio pubblico del paese, in modo da ridurre il totale delle tasse da prelevare. Il governo dovrebbe anche prevedere ad una varietà di tassi d'interesse, in base ai settori o tipi d'investimento da privilegiare. Invece di fissare un solo tasso di riferimento, come fanno oggi le banche centrali, il governo potrebbe orientarlo meglio nella direzione voluta per prestiti e investimenti.
Quando erogano un prestito, le banche chiedono beni che possano essere sequestrati in caso di non pagamento. I ricchi possono sempre ottenere prestiti e investire più facilmente, e dunque diventare ancora più ricchi. Il gap sempre maggiore tra poveri e ricchi costituisce un vero pericolo per la società. La banca di stato non ha bisogno di beni in garanzia. Il prestito che eroga può essere considerato come una tassa. Se non viene rimborsato può essere gestito in modo simile. E soprattutto il povero potrà ottenere un prestito e investire con la stessa facilità di un ricco.

-E i fondi pensione? Anche qui qualcosa va detto! Anche i fondi pensionistici profittano dell'interesse sul debito pubblico, e ne ricavano parte delle entrate. I pensionati vengono pagati in buona misura con tali interessi, a loro volta pagati dai contribuenti, la rimanenza con un aggio direttamente a carico della popolazione attiva. Si crede che la gente accantoni un capitale per quando sarà vecchia, ma la verità è che la maggior parte della pensione è costituita da soldi che i lavoratori sborsano attraverso aggi e tasse. In effetti la cosa è logica! Se volete accantonare moneta e rimetterla in circolazione decine di anni dopo, non farete altro che generare inflazione. Beni e servizi necessari quando sarete vecchi non si creeranno per magia, quello che potrete fare con i vostri soldi dipenderà in gran parte dalla forza di lavoro e dalla produttività. Inoltre, una parte delle entrate dei pensionati dipende da investimenti esteri, o per dirla più semplicemente, dalla forza di lavoro negli altri paesi. Sarebbe quindi molto più logico avere un fondo pensionistico statale gestito dalla banca di stato. O per dirla diversamente, la popolazione attiva deve semplicemente accettare l'idea che tocca a loro occuparsi degli anziani.

A questo punto, le considerazioni dei meccanismi impliciti ed espliciti sulla moneta unica sarebbero ancora molte. In sintesi possiamo dire però, che il diniego accennato da molti, non fa altro che aumentare i dubbi sulla reale efficacia dell'attuale sistema monetario, basato sul pieno controllo dei tassi di interesse e dell'inflazione, senza il quale tutto il sistema bancario non avrebbe modo di funzionare.