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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 12 marzo 2011

Al cappio...l'Irlanda reagisce!


A febbraio la crescita del settore terziario della zona euro ha raggiunto un nuovo livello record durante il periodo post-recessione, con il PMI di febbraio in linea con il tasso trimestrale di crescita del terziario di 0.75%. La ripresa rimane chiaramente a due velocità, con Germania e Francia in testa con ampi margini, anche se si registrano segnali positivi nel terziario delle economie circostanti. In modo particolare sia Italia che Irlanda evidenziano forti segnali di miglioramento delle attività, e la Spagna riporta un aumento, anche se modesto, delle attività per la prima volta in sette mesi.Dichiarazione di Chris Williamson, Chief Economist per Markit.
Nonostante i risultati positivi dei PIGS, Francia e Germania stanno col fiato sul collo a Paesi come l'Irlanda che vorrebbero fosse più coerente con la loro idea di solvibilità per salvaguardare il debito di quest'ultima in loro possesso.
L'Irlanda resiste al pressing franco-tedesco.

Enda Kenny, neo primo ministro irlandese, ha avuto un difficilissimo battesimo del fuoco durante il negoziato con i colleghi capi di Stato e di governo europei, litigando in particolare con il presidente francese Nicolas Sarkozy e con il cancelliere tedesco Angela Merkel, durante il vertice dell'Eurozona ieri sera a Bruxelles.
Sarkozy e Merkel hanno chiesto almeno un impegno di principio di Dublino a favore di una maggiore armonizzazione fiscale, in cambio della riduzione dei tassi d'interesse (al 5,8%, in media), e forse anche di un riscadenzamento del rimborso, del prestito da 85 miliardi di euro contratto con il Fondo salva-Stati (Efsf) per finanziare il piano di salvataggio delle banche e di risanamento del bilancio pubblico, dopo la gravissima crisi dell'autunno scorso.

Kenny è rimasto irremovibile, considerando di non poter cedere neanche un centimetro sull'intoccabilità del livello bassissimo (12,5%) delle tasse societarie in Irlanda, considerato, a torto o a ragione come un interesse nazionale primario e la più preziosa risorsa per la prosperità del Paese. Il premier ha rifiutato anche di discutere le proposte di armonizzazione europea non dei tassi d'imposizione, ma della base imponibile della fiscalità delle imprese.

l presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha cercato di minimizzare il disaccordo, sottolineando che l'Irlanda «ha sottoscritto le disposizioni e i princìpi ripresi nel 'Patto per l'Eurozona' nel capitolo sul coordinamento delle politiche fiscali»; tuttavia, ha aggiunto poi «gli irlandesi non hanno rispettato tutte le condizioni richieste, e dunque non potranno beneficiare di tassi d'interesse più bassi» Diario del Web

Infatti, la Grecia ha usufruito di una riduzione degli interessi sul prestito ottenuto dai partner dell'Eurozona e dal FMI nel maggio dell'anno scorso, con il taglio di 100 punti base (dal 5,2% al 4,2%) introducendo una modifica delle scadenze per il rimborso, portandola dai cinque anni precedentemente stabiliti ai sette anni e mezzo attuali.

Il mito dell'orgoglio irlandese