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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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venerdì 4 febbraio 2011

VALUTA di RISERVA... un privilegio esagerato.

La valuta di riserva, è una valuta che è tenuta in quantità significativa da molti governi e  istituzioni, come componente delle loro riserve di divise estere. Inoltre tende ad essere la valuta di valutazione internazionale per i prodotti commerciati sul mercato globale, quali petrolio, oro, ecc. Tutto questo, consente al paese che la pubblica, di comprare prodotti ad un tasso marginalmente meno costoso che altre nazioni, che devono scambiare la loro valuta con ogni acquisto, pagando un costo  per ogni transazione. (Per le valute importanti, questo costo di transazione è trascurabile riguardo il prezzo del prodotto.) Inoltre consente il governo che emette la valuta d'avere in prestito  del denaro ad un tasso migliore, poiché sicuramente ci sarà sempre un mercato più grande per quella valuta che per le altre.
Dopo questa stringata spiegazione, andiamo un po' a vedere come le attuali valute di riserva, (dollaro, euro e yen), in tempi come questi, poco si prestano ad essere immuni dalla crisi dei debiti sovrani dei rispettivi paesi d'emissione. Allora a questo punto mi son chiesto?
Come fa un paese che emette valuta di riserva, avendo un debito sovrano a dir poco esagerato, come Giappone e Stati Uniti, a pretendere la supremazia in materia di finanziamenti a basso costo e d'essere un punto di riferimento per altre valute, quando il senso di rischio per quel paese e la sfiducia che ne consegue, serpeggiano infingardi nei mercati finanziari?

Un esempio recente lo possiamo vedere con  il declassamento (dopo 9 anni) subito dal Giappone, da parte di  Standard & Poor's che, con una nota sottolinea la mancata strategia da parte di quel paese del sol levante, per un risanamento dei propri conti pubblici. Quest'azione di una delle tre sorelle del rating (le altre due sono Fitch e Moody's), ha messo un po' in allarme (ma giusto poco, poco) le nazioni che emettono le altre due valute di riserva, come dire, non si può far finta di niente in eterno! C'è un piccolo problema, ma proprio piccolo piccolo!
Le agenzie di rating che dovrebbero dare dei giudizi su Europa e USA sono anglo-statunitensi, e per lo più con grossi problemi di conflitto d'interessi. Allora mi sorge spontaneo un dubbio? Sarà stato studiato a tavolino il rating sul Giappone, per ottenere l'effetto (verificatosi puntualmente) di un declassamento dello Yen? O ci sono altri scopi attribuibili ad interessi di parte? A luglio ci aveva provato la cinese Dagong Global Credit Rating Co, a rompere il monopolio del rating, ma con scarsa (per non dire nulla) credibilità internazionale.  Per la prima volta un'agenzia di rating che non debba esimersi da giudizi condizionati o da interessi intrecciati, ha esposto dei pareri su debiti sovrani internazionali, rompendo un sistema consolidato ormai da anni, da molte parti considerato irrazionale, con dei sospetti neanche tanto nascosti, che le periodiche uscite dei  rating anglo-statunitensi non riflettano l'effettiva capacità di rimborso di un paese indebitato, grande o piccolo che sia. In parole povere, il gigante asiatico comincia VERAMENTE a temere per i debiti dei cosiddetti paesi sviluppati ed in particolare per quelli statunitensi. Mi sa tanto che d'ora in poi si dovranno fare per forza i conti con un cambiamento sistematico di ordine mondiale, sia politico che economico. Spero solo che almeno sia un'evoluzione INDOLORE.!