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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 24 febbraio 2011

Speculazione Soft-Commodity e prezzi al consumo.

COMMODITY agricole.

La Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) è preoccupata dai riflessi dei rincari sui mercati internazionali, sui quali stanno incidendo anche le tensioni nei paesi del Nord Africa e la speculazione. La nostra agricoltura ne subisce le conseguenze, perché impossibilitata a governare i listini mondiali delle materie prime, in quanto l’Italia è deficitaria di prodotti strategici come cereali e carne.

L’impennata delle commodity agricole sui mercati internazionali ha riacceso la miccia dell’inflazione (+2,1% a gennaio 2011). I prezzi alimentari al consumo, dopo mesi di stagnazione, hanno ripreso la corsa, anche se non ai livelli degli anni passati. Ma di questo le imprese agricole non hanno trovato alcun giovamento, in quanto sempre più condizionate dalla crescita record dei costi produttivi, contributivi e burocratici e impossibilitate a governare i listini delle materie prime determinate su scala mondiale, anche perché l’Italia è deficitaria di prodotti alimentari strategici, cereali e carni in testa. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati definitivi dell’Istat sul trend inflazionistico nel mese di gennaio.
La Cia rileva che le quotazioni alimentari al dettaglio sono cresciute nello scorso mese di gennaio dello 0,8% in termini congiunturali e dell’1,6% sotto il profilo tendenziale (rispetto allo stesso periodo del 2010). C’è, tuttavia, da sottolineare che nell’anno passato in Italia i prezzi alla produzione dei prodotti agricoli, dopo il crollo del 2009 (- 14%), hanno avuto una ripresa che, però, si è mantenuta in linea con l’andamento dell’inflazione.

Ad incidere, invece, sono stati i nuovi record registrati nel contesto internazionale. E le violente tensioni di queste ultime settimane nei paesi del Nord Africa rischiano di provocare traumatici e pericolosi sconvolgimenti.
E la nostra agricoltura risente di una situazione sempre più esplosiva.
Oltre a subire le conseguenze dei rincari delle commodity mondiali, il settore primario risente in maniera pesante dell’effetto costi.
Basti ricordare -sostiene la Cia che, come rileva l’Ismea, (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) negli ultimi dieci anni i prezzi dei fattori produttivi sono risultati più del doppio rispetto a quelli dei prodotti agricoli: rispettivamente, più 3,7 per cento e più 1,5 per cento in media per anno.
Il quadro che si ha davanti è ormai ben delineato: minore offerta, domanda in costante aumento e riduzione degli stock. Sono tutti elementi che stanno causando nuove frizioni nei mercati delle commodity agricole e, in particolare, portano a prevedere prezzi in ulteriore aumento rispetto ai livelli già elevati registrati nella seconda metà del 2010.



E' possibile, infatti, che in tale scenario possano intervenire fattori legati alla speculazione finanziaria che in passato hanno avuto un ruolo importante nel condizionare i prezzi delle materie prime agricole specie durante la bolla del 2007-2008. Da qui il pericolo di devastanti rincari che non mancheranno di avere effetti sulla borsa della spesa degli italiani. (CIA.it )

Il grafico dimostra il FORTE incremento da giugno 2010 ad oggi