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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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giovedì 17 febbraio 2011

Miccia destabilizzante...prezzi materie prime alimentari.


Già nella scorsa estate la Banca Mondiale ha ammonito che l'aumento dei prezzi delle materie prime riferite al cibo come mais, soia e riso in particolare, potrebbero portare alla miseria molti popoli che proprio di quest'ultimo cereale ne fanno motivo di esistenza. Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale, ha detto che i prezzi alimentari è salita di quasi il 30% nello scorso anno ed erano a breve distanza dai livelli record raggiunti nel corso del 2008. "I prezzi alimentari globali sono in aumento a livelli pericolosi e minacciano decine di milioni di poveri in giro per il mondo" e inoltre ha detto Zoellick.

"L'impennata dei prezzi sta già spingendo milioni di persone nel tunnel della povertà, e mettendo l'accento sui i più vulnerabili, che spendono più della metà del loro reddito solo per il cibo".

Secondo l'ultima edizione di Food Price Watch, secondo la Banca Mondiale, l'indice dei prezzi del cibo è aumentato del 15% tra ottobre 2010 e gennaio 2011 ed è risultato superiore del 29% rispetto al livello dell'anno precedente, e solo il 3% sotto al suo picco maggiore avvenuto nel 2008.

I prezzi del frumento hanno visto gli aumenti più marcati, il raddoppio tra il giugno dello scorso anno e nel gennaio 2011, mentre i prezzi del mais sono aumentati del 73%. (Guardian).

In queste condizioni, per certe regioni del mondo, dove
la spesa per il cibo è la voce più importante del bilancio familiare, si potrebbero veramente verificare forti eventi da risentimento verso quei governanti, che nel nome e per conto della globalizzazione, stanno sfruttando popoli in cambio di manodopera a buon prezzo.

C'è da sottolineare altresì come le ultime crisi avvenute in Tunisia, Egitto e paesi periferici, non siano da imputare solamente all'aumento dei prezzi per il cibo, ma da considerare comunque questo "fattore" come un'aggravante della situazione sociale iv esistente.