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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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martedì 1 febbraio 2011

Disordini africani ...Internet e Social Network.


I tumulti popolari nei paesi del ME.NA. (acronimo che sta per Medio Oriente – Nord Africa) son dovuti anche a problemi di ordine esistenziale, come ad esempio l'impossibilità di avere una sufficiente autonomia alimentare pro capite. Questi paesi, governati per anni da regimi dittatoriali, hanno pensato maggiormente ad un rapido miglioramento del tessuto sociale intriso di tecnologica (internet, telecomunicazioni e quant'altro) mentre sono carenti di quei servizi di base mirati ai bisogni di una popolazione, stanca di sentirsi sottomessa ed inespressa. Allora uno si chiede: perché molti occidentali s'aspettano che questi tumulti si possano espandere anche in paesi come il Sudafrica o nel Sub Sahara, ove esistono comunque regimi di questo tipo? La risposta la possiamo trovare facendo alcune considerazioni di tipo socio-demografiche e ambientali. A tal proposito riporto una dichiarazione del Prof. Achille Mbembe professore di ricerca in storia e politica presso l'Università di Witwatersrand (Johannesburg, Sud Africa) che sottolinea a tal proposito la debolezza sociale in cui vivono quelle popolazioni.
ME.NA. (Medio Oriente-Nord Africa)
In una delle sue interviste il professore dice: "In assenza di una forte identità di classe, molti africani non riescono a fare opposizione a regimi mal tollerati, in quanto considerati come diseredati o poveri in canna. Oltre tutto queste popolazioni sono identificabili con l'affiliazione etnica, perciò inclini a rimanere in silenzio piuttosto che a far rimostranze e in caso di ribellione, lo fanno su scala minore, quindi facilmente
controllabili”. (spunti da Africa Unchained).
Da questa supposizione si deduce che ai tumulti in Tunisia, Egitto, Algeria abbia contribuito anche un'esplosione dell'informazione tecnologica di questi paesi, legata a Wikileaks, Facebook o Twitter. Forse... ma chi avrebbe l'arroganza di sostenere che uno qualsiasi di questi metodi moderni contava più delle condizioni locali di queste popolazioni? Non sarà piuttosto che i giovani africani oltre all'approccio tecnologico, continuino a vivere in un luogo dove una carenza endemica di posti di lavoro, sommata ad un ambiente di profonda corruzione, abbia posto le basi per una insoddisfazione latente fino ad arrivare all'esplosione rivoluzionaria? Forse è per questi motivi che il presidente dell'Egitto Hosni Moubarak, la prima cosa che ha fatto è stata quella di tagliare il mondo di Internet? Teniamo presente che in Africa la popolazione giovane è di gran lunga in maggioranza rispetto alla media nel mondo. Di seguito posto una mappa della CIA che dimostra proprio questa dislocazione mondiale per età di popolazione.