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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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lunedì 21 febbraio 2011

Crisi sistemica globale e ribellione araba.


E' impressione comune che in Africa si stia assistendo alla lenta (e forse inesorabile) disintegrazione di uno strapotere americano iniziato parecchio tempo fa. Questi EVENTI CONSENGUENZIALI di RIBELLIONE ad anni di dittature, che implicitamente aiutavano gli USA ad avere un accesso preferenziale (in $ Usa) su risorse petrolifere della regione ed una costante tutela degli interessi di Israele, stanno in qualche modo modificando l'assetto geopolitico di questa parte del mondo. Strano come al “forum di Davos” svoltosi a fine gennaio di quest'anno, organizzatori e partecipanti non sembra avessero capito che il mondo i cui viviamo stia piano piano cambiando faccia. ( spunti da http://www.europe2020.org/spip.php?article684).
-Ora son curioso di sapere con quali obiettivi e sotto quali auspici si presenteranno i potenti della terra al prossimo “Forum economico mondiale sull'Africa” in programma a Città del Capo (Sud Africa) dal 4 al 6 maggio di quest'anno, dopo quello che sta succedendo in questo periodo nel continente africano.


L'Africa ha dimostrato maggiore capacità di recupero previsto attraverso la crisi economica mondiale ed è diventata una delle regioni a più rapida crescita al mondo. Migliorata la stabilità politica e macroeconomica, ha rafforzato l'impegno politico per gli investimenti del settore privato e un migliore accesso all'istruzione di base e ai servizi sociali sono i driver di base di questa tendenza.
Tuttavia, la traduzione di crescita nello sviluppo inclusivo e sostenibile è complessa.
Esso dipenderà dalla capacità di leadership e la volontà politica delle istituzioni che regolano le imposte dirette, gli utili e fondi dei donatori di investimenti in infrastrutture molto necessarie, design urbano e una migliore salute critico, e servizi educativi. 
Esso dipenderà anche dalla capacità di mestiere partenariati innovativi tra imprese e società civile, così come la responsabilizzazione delle imprese di piccole e medie imprese che continuano ad essere i principali fornitori di reddito in tutto il continente.

Un'altra sfida importante sarà sempre una maggiore esposizione dell'Africa a rischi prolungati d'instabilità globale dei mercati finanziari, la volatilità dei prezzi delle materie prime e dei probabili cambiamenti climatici.

  • Come si può l'Africa assumere un ruolo di leadership e la guardia contro nuovi rischi emergenti globali e regionali?
  • Come può ulteriormente attrarre investimenti globali e regionali, e sostenere il suo percorso di crescita attraverso una maggiore diversificazione industriale e l'innovazione?
  • Come può essere favorita la crescita inclusiva attraverso partenariati e la promozione delle piccole e medie imprese in Africa?
A questo punto c'è da domandarsi:
-Saranno le risposte a questi 3 quesiti che hanno indotto i poteri occulti a destabilizzare la regione in funzione di un mal celato predominio futuro?
-Sarà la presenza della Cina in queste zone, a far si che questi tumulti portino ad un qualche cambiamento geopolitico?
-E le materie prime (petrolio incluso)?...avranno mosso iniziative belligeranti finalizzate come campagna di conquista di questi mercati?
Gli Stati uniti stanno mostrando una certa mancanza di preparazione e indecisione per questi eventi africani, che in questi giorni stanno insanguinando il Nord-Africa e non solo, mostrando una certa debolezza, come se la loro leadership a livello internazionale fosse incanalata in un lento ed inesorabile declino.