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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 26 febbraio 2011

C'è Africa e Africa.

Ci sono certe zone del continente africano, dove (a differenza del nord-Africa) un miglior equilibrio socio-politico faciliterà la crescita e lo sviluppo delle loro economie. Parliamo dell'Africa sub-sahariana che, a detta degli economisti, sarà una delle regioni a più rapida crescita del mondo nel 2011. Grazie alla crescente domanda estera (Cina e India in particolare) ed all'aumento interno dei consumi e investimenti per l'urbanizzazione, gli investitori non potranno più ignorare queste zone. E' pur vero anche che questi luoghi presentano maggiori rischi d'investimento per mancanza di regole, corruzione e incertezze politiche sempre incombenti. Spesso vengono ettichettati con una sorta di reputazione nefasta,  poco praticabile per quelle imprese che vogliono sviluppare i loro business anche a causa della cronica mancanza di infrastrutture. Una prova di credibilità per quest'area dell'Africa l'avremo nella prima metà del 2011, quando in Nigeria si svolgeranno le elezioni per il nuovo presidente con la formazione di un nuovo parlamento. A rotazione anche altri paesi dell'Africa sub-sahariana andranno alle urne come il Benin, l'Uganda, il Ciad, il Madagascar, lo Zambia, il Camerun, la Repubblica Democratica del Congo, la Liberia ed il Gabon.
Il nord-Africa in rivolta...fonte ANSA
A differenza del nord-Africa, in queste aree si respira un'aria politica meno oppressiva, ove si cerca di normalizzare il più possibile una qualche forma di democrazia. Oltre le elezioni di questa parte dell'Africa, come ho accennato nel post Investimenti in Africa...il Ghana cresce velocemente ) abbiamo il Ghana che è un esempio di democrazia per tutti gli altri paesi dell'area. Questo paese avrà una crescita impostata a due cifre quando la produzione di petrolio entrerà in produzione in quantità significative, sperando che questo afflusso di denaro non stravolga le responsabilità istituzionali che
sicuramente saranno messe a dura prova da possibili tentativi di corruzione e maldistribuzione dei benifici del business. E' assodato che la ricchezza del petrolio non è garanzia di prosperità, come dimostrato da parte di altri paesi produttori, come la Guinea Equatoriale e il Ciad. Tuttavia, l'oro nero guiderà la crescita anche in Angola (terza economia della regione) Congo-Brazzaville ed entro un paio d'anni, anche in Uganda. Nel frattempo, i produttori di minerali, come il Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania e Zambia, ed altre forti economie agricole, come l'Etiopia, Kenya e Malawi, potranno beneficiare di una crescente domanda e potranno realizzare una crescita economica del 5% e oltre nel 2011.
L'Africa sub-sahariana sarà più di un semplice gioco delle materie prime, tuttavia, come crescerà l'urbanizzazione, l'espansione della classe media farà aumentare la domanda di beni e servizi. L'arrivo di nuovi cavi sottomarini in fibra ottica aumenterà la larghezza della banda, ridurrà i costi e stimolerà le aziende che si affidano alla nuova tecnologia. Con la ripresa delle economie occidentali ancora molto fragili, ci sarà un crescente appetito per investire in Africa, che si aggiungerà così alle incursioni già in atto di Cina e India.
I settori a più rapida crescita saranno le telecomunicazioni, il bancario retail ed il manifatturiero. La prestazione di servizi finanziari per i comuni cittadini, tra cui il tele-banking, prospererà sicuramente e aumenteranno gli stranieri che desidereranno acquistare o affittare terreni agricoli a buon mercato. I paesi importatori di prodotti alimentari poveri di terra e di acqua ma ricchi di capitale, come gli Stati del Golfo, e paesi con grandi popolazioni e le preoccupazioni di sicurezza alimentare, come Cina, Corea del Sud e l'India, saranno in prima linea. Il capitale privato svolgerà un ruolo fondamentale, attraverso la privatizzazione e partenariati pubblico-privato, nella modernizzazione delle infrastrutture inadeguate della regione, specialmente nel trasporto delle reti elettriche. Diversi paesi cercheranno gli investimenti privati nella produzione di energia, anche se l'ostacolo maggiore sarà la mancanza di regole ben definite, come ho accennato all'inizio dell'articolo.
Proprio per questo motivo il 2011, la zona sub-sahariana dovrebbe essere focalizzata come business. Ma gli investitori avranno bisogno di distinguere tra paesi che stanno iniziando a vivere il loro potenziale con politiche democratiche e quelli che saranno bloccati in una corsia lenta di sviluppo a causa di intolleranze tribali o problemi di natura socio-politica. The Economist

AFRICA SUB-SAHARIANA