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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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sabato 29 gennaio 2011

TORINO affoga nei DEBITI.!

E' Torino il comune più indebitato d'Italia.!
Il risultato emerge da un’analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha calcolato l’incidenza percentuale del debito sulle entrate correnti , dei 118 Comuni capoluogo di provincia presenti nel nostro Paese. Ebbene, con l’analisi di questo primo parametro di riferimento, si è cercato di capire quanto incidono le passività, accumulate da un Comune, sul totale delle proprie entrate. Al primo posto di questa speciale graduatoria troviamo Torino, con una percentuale di debito sulle entrate correnti pari a 252,2, seguono Carrara, con il 223,1%, Milano, con il 209,9%, Teramo, con il 192,1% e Fermo, con il 181,5%. Tra i più virtuosi, invece, scorgiamo l’Aquila (9,1%), Vibo Valentia (8,2%), Brescia (7%) e Caltanisetta (5,4%).


Dall’analisi di questi dati, concludono alla CGIA, emerge però un dato politico molto chiaro: «Negli ultimi 15 anni – conclude Bortolussi – ai Comuni sono stati progressivamente tagliati i trasferimenti dallo Stato centrale che, solo in parte, sono stati compensati dalle compartecipazioni ai tributi erariali. Nel frattempo, però, sono aumentate le funzioni e le competenze in capo ai Sindaci, con il risultato che questi ultimi hanno dovuto, per mantenere la qualità e la quantità di questi servizi offerti ai cittadini, od indebitarsi od aumentare le tasse e le tariffe locali. Ora, con il federalismo municipale, questo circolo vizioso va interrotto. Altrimenti, c’è il rischio, almeno nella prima fase di applicazione che consentirà lo sblocco delle addizionali comunali Irpef, l’applicazione della tassa di soggiorno o delle tasse di scopo, che i Sindaci diventino dei nuovi gabellieri per conto dello Stato centrale. Insomma, bisogna scongiurare l’ipotesi che una cattiva riforma costringa i cittadini a pagare più tasse». (CGIAMESTRE .com )