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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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Calendario Economico fornito da Forex Pros - Il Portale di Trading sul Forex.

venerdì 7 gennaio 2011

Obiettivo AFRICA... opportunità ed investimenti.(2)


Con gli EFT, è possibile avere esposizioni su indici azionari di qualsiasi genere e aree geografiche, indici obbligazionari, indici su materie prime, società immobiliari ecc. (l’unico problema potrebbe essere la valuta di riferimento di rendimento dell’indice).  In alcuni casi infatti  potremmo avere una  riduzione o un aumento del rendimento dell’ ETF,  in relazione alla valuta di negoziazione,  Un investitore consapevole però  può anche coprirsi  dal rischio di cambio , con delle “opzioni”, o “operazioni  spot”.

ISTRUZIONI PER L’USO DELL’ETF.
Date le sue caratteristiche, lo strumento ha varie e diverse
modalità d’impiego:  
-a) vendita allo scoperto “intraday o multiday”, al fine di prendere una posizione “ribassista “sull’indice benchmark, (se questo è previsto dall’intermediario).
-b) per fare trading (anche intraday) per poter cogliere i momenti di rialzo del benchmark  (parametro di riferimento o indice di riferimento utile per confrontare la performance di un portafoglio)  attraverso un ‘acquisto e la successiva  vendita dell’ETF.
-c) investimento di medio/lungo termine facendo però molta attenzione ai costi e al basso rischio di sovra/sotto performance del benchmark in quanto lo stesso ETF viene replicato.

QUALCHE ASPETTO FISCALE.
Premesso che tutti gli ETF attualmente quotati a Piazza Affari sono armonizzati (cioè conformi alle direttive europee), la fiscalità è differente a seconda che l’ETF sia armonizzato o “non armonizzato”(cioè non conforme alle direttive europee).
 
-Per gli ETF “armonizzati” di diritto italiano l’intermediario è tenuto ad applicare a monte l’imposta sostitutiva del 12,50% sui diritti diversi (capital gain) al netto di eventuali minusvalenze pregresse accumulate durante il regime del risparmio gestito.  Nel caso di ETF di diritto estero, l’intermediario applica una ritenuta a titolo d’imposta del 12,50% sui proventi periodici(dividendi) e sui redditi di capitale derivanti dalla differenza tra il prezzo di vendita ed il prezzo d’acquisto con in aggiunta un’imposta del 12,50% su capital gain. 

Per gli ETF non armonizzati  (non conformi alle direttive europee) bisogna distinguere tra:
-redditi da capitale:  i dividendi incassati e il delta del NAV (Net Asset Value) cioè differenza tra il NAV di vendita con quello del giorno della sottoscrizione, che assieme formano l’imponibile del sottoscrittore e sono soggetti ad una tassazione progressiva del’ IRPEF. Bisogna comunque pagare al momento del collocamento in Italia anche un acconto del 12,50% a titolo cautelare.

-redditi diversi: capital gain realizzati in sede di negoziazione al netto di minusvalenze pregresse accumulate ( differenza negativa, in un determinato periodo di tempo, del valore di un'attività finanziaria, in pratica una diminuzione di redditività) l’intermediario applica un’imposta sostitutiva del 12,50%
Dopo questa piccola infarinatura d’approccio verso il mondo degli ETF, d’ora in poi ci dedicheremo ai Exchange-Trade Fund riferiti al CONTINENTE AFRICANO, ed in particolare a:

-Easyetf South Africa Ftse/Jse Top 40 -  (CSZA)

-Lyxor Etf Pan Africa (A) -  (LAFRI)

-Lyxor Etf South Africa Ftse Jsetop40 (A) -  (SAFRI)

-Market Access Ftse/Jse Africa Top 40 -  (AFRI)

-Powershares Middle East North Africa -  (PSM)

 PROMEMORIA
Col prossimo articolo cominceremo col conoscerli  un pò più da vicino.