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Dopo tanto lavoro, finalmente posso dedicarmi a quello che da sempre avrei voluto fare. Tuffarmi nel mondo della finanza, dell'economia e del trading. Lo studio è quello che più mi gratifica, dopo che la vita m'aveva portato verso altri lidi. Il mio impegno è costante e grazie ad internet sto cercando di carpire metodi consoni a questa mia nuova attività.

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mercoledì 12 gennaio 2011

La Svizzera e l'Europa.

Rapporto franco-svizzero/euro che fare? Il problema è passato dal 2010 a questo nuovo anno senza portarsi appresso alcuna soluzione, nonostante la questione sia stata affrontata anche durante la conferenza stampa annuale di economiesuisse, che ha avuto luogo lunedì 10 gennaio a Zurigo. La forza del franco non è la conseguenza di una speculazione da parte delle banche svizzere,  precisa Patrick Odier, vice-presidente di economiesuisse e presidente dell’Associazione svizzera dei banchieri, quanto piuttosto il risultato delle deboli condizioni economiche dell’Europa. Gran
parte degli scambi delle valute vengono eseguiti da società che non fanno parte del settore bancario e molti sono realizzati a livello internazionale, senza riguardare l’operato delle banche svizzere. Un corso di 1.25 franchi per 1 euro sarebbe troppo basso, ha detto Gerold Bührer presidente di economiesuisse.  Per ottenere un corso superiore, che raggiunga almeno 1.40 franchi, la Banca nazionale svizzera dovrebbe mettere a disposizione una somma miliardaria a tre cifre. Un’operazione senza senso.” Un sondaggio commissionato da Ernst & Young lo scorso mese di dicembre ha chiesto ai dirigenti di 60 istituti bancari in Svizzera un’opinione per il nuovo anno. Il risultato è ottimo: il 58% dei dirigenti intervistati prevede un anno di buoni affari e il 34% si aspetta addirittura 12 mesi eccezionali. Di conseguenza si può presagire che, nella scia di questo ottimismo, in questo nuovo anno chi lavora nelle banche del nostro paese potrà stare tranquillo e non pensare alla minaccia di riduzione del personale. Al contrario, nelle banche potrebbero esserci nuove assunzioni. La situazione attuale del dibattito con le autorità europee sul segreto bancario, un’eventuale imposta compensatoria e la trasparenza fiscale sono fattori che il 78% delle banche giudica positivi per il futuro della piazza finanziaria. Previsioni meno rosee invece per quanto riguarda il mercato immobiliare. Il 55% degli istituti di credito intervistati ritengono che la situazione attuale porterà inevitabilmente allo sviluppo di una bolla immobiliare. (source Ticino live ) Non ci vuole certo un luminare per capire che dall'attuale situazione in cui si trova attualmente l'Europa, l'unica che ne trae vantaggio è la Svizzera.